🆘🆘 FIR: IL PROBLEMA NON È SOLO DIRE NO. È SAPERE QUALE ROVIGO VOGLIAMO

🆘🆘 FIR: IL PROBLEMA NON È SOLO DIRE NO. È SAPERE QUALE ROVIGO VOGLIAMO

Nel mio intervento in consiglio comunale ho rimarcato il no all’insediamento FIR, evidenziando come la vicenda ponga una domanda molto più grande: quale idea di sviluppo ha questa amministrazione per Rovigo?

Ritengo che la contrarietà a FIR non significhi essere contro industria, investimenti o ZLS. Rovigo ha bisogno di lavoro e sviluppo, ma proprio per questo deve avere la capacità di scegliere quale sviluppo vuole e quali insediamenti siano realmente compatibili con il territorio.

Il problema è soprattutto il metodo. Non possiamo continuare ad aspettare che arrivi un progetto, che esplodano le preoccupazioni, che si mobilitino i cittadini e che solo a quel punto la politica intervenga. Questa non è programmazione. È inseguire gli eventi.
È sconfortante l’assenza di una strategia complessiva per Interporto, ZLS e aree produttive. Qual è il progetto di questa amministrazione? Quali imprese si vogliono attrarre? Quali attività sono compatibili con Rovigo? Qual è il rapporto che vogliono costruire tra industria, ambiente, agricoltura, innovazione, logistica, territorio e, soprattutto, salute dei cittadini? Io oggi questa risposta non la vedo.

Serve un confronto vero e condiviso tra istituzioni, imprese, professionisti, università, associazioni e cittadini per definire prima quale città e quale territorio vogliamo costruire. Serve un Patto per lo sviluppo innovativo e sostenibile di Rovigo. Un patto che stabilisca priorità, vocazioni, condizioni e obiettivi di sviluppo. Non possiamo continuare a discutere di sviluppo ogni volta che arriva un nuovo progetto: dobbiamo essere noi a decidere prima dove vogliamo andare.

È positivo che il sindaco voglia approfondire gli aspetti sanitari e ambientali, anche se tardivamente. Ma la domanda è inevitabile: perché questo approfondimento non è stato fatto anche per Ecopol e Apis RO1? Quando è maturata questa convinzione?

Non basta dire che un impianto è autorizzabile o nascondersi dietro le competenze tecniche. Un'amministrazione deve chiedersi anche se un determinato insediamento sia opportuno per quel territorio, sulla base di una propria pianificazione precedente.

La vicenda FIR deve diventare l'occasione per aprire finalmente una discussione seria sul futuro di Rovigo. Serve una strategia. C’è una differenza enorme tra attirare qualunque investimento e scegliere quale sviluppo costruire.

Governare significa esserci prima, non dopo. È troppo facile occupare ruoli, comparire nelle fotografie e alle inaugurazioni. Molto più difficile è decidere e assumersi la responsabilità di quelle decisioni.

Fra tre anni nessuno chiederà al Sindaco e agli assessori quante conferenze stampa sono state fatte o a quante inaugurazioni abbiano partecipato. Le persone chiederanno una cosa molto più semplice: che cosa hanno lasciato a questa città?

Rovigo Si Ama 2024
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Fonte originale: Facebook

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