Finalmente, dopo due anni, ieri ASM è venuta in Consiglio comunale a confrontarsi con i rappresentanti dei cittadini. Era un passaggio doveroso, ma dal Piano Industriale 2026-2028 emergono ancora troppe incognite e poche certezze.
Nel mio intervento in aula ho posto una serie di domande al Presidente di ASM sull’organizzazione dell’azienda, sulla governance, sulla situazione economica e sulle prospettive dei principali servizi gestiti. Purtroppo le risposte non sono state all’altezza delle aspettative e rimangono aperte questioni fondamentali per il futuro della società.
Da evidenziare che il Presidente oggi concentra contemporaneamente il ruolo di Presidente, Amministratore Delegato e Direttore facente funzione. Una situazione che ho definito provocatoriamente quella di un Presidente “uno e trino”, ma che in realtà pone un tema molto serio di buon governo della società. Lo hanno evidenziato anche i Revisori dei conti, chiedendo che questa situazione venga superata entro termini precisi. ASM ha bisogno di una struttura organizzativa stabile, con ruoli distinti, responsabilità chiare e figure manageriali selezionate attraverso procedure trasparenti. Non si può pensare che una società pubblica strategica continui a dipendere dall’accentramento di tutte le principali funzioni in un’unica persona.
‼️ Ho sentito il Presidente affermare di aver trovato un’azienda “nel Medioevo”. Credo che chi guida una società pubblica debba usare maggiore equilibrio nelle parole. Se ci sono problemi vanno affrontati, ma questo non può tradursi in un giudizio che finisce per mortificare il lavoro e la professionalità di tanti dipendenti che ogni giorno garantiscono servizi fondamentali ai cittadini. L’unica cosa vera da Medioevo è l’accentramento di ruoli in capo ad una sola persona.
👉 Il Piano presenta un margine operativo ancora negativo, flussi di cassa operativi negativi e una gestione che continua a dipendere in modo determinante dai dividendi delle partecipazioni in Ascopiave e dai trasferimenti delle società controllate come ASM set e Polesine TLC. Al netto di queste entrate straordinarie, infatti, la gestione caratteristica dell’azienda continua a registrare perdite importanti. È un dato che non può essere nascosto dietro una narrazione ottimistica e che dovrebbe imporre prudenza e realismo, non facili entusiasmi.
Manca soprattutto una vera strategia industriale.
Nel Piano si trovano molte dichiarazioni d’intenti, ma pochi obiettivi realmente misurabili. Mancano cronoprogrammi, indicatori di risultato davvero misurabili ed una visione sul ruolo che ASM dovrebbe avere nello sviluppo della città. Una municipalizzata non può limitarsi ad amministrare l’esistente: deve diventare uno strumento capace di innovare i servizi e accompagnare la crescita di Rovigo.
🟨 FARMACIE COMUNALI.
Le farmacie rappresentano uno dei servizi più importanti di ASM. Eppure il Piano si limita ad interventi marginali, senza una reale strategia di sviluppo coerente con l’evoluzione della farmacia dei servizi prevista dalla programmazione sanitaria nazionale. Si promette perfino l’apertura H24 della Farmacia 3 di Viale Tre Martiri quando oggi non si riesce nemmeno a garantire gli stessi orari di altre realtà concorrenti e permane il problema dell’accessibilità da parte dei clienti, vista l’assenza di un passaggio pedonale in sicurezza.
🟩 VERDE PUBBLICO.
Il Piano stesso certifica che il servizio del verde continua a perdere centinaia di migliaia di euro ogni anno e che il riequilibrio economico dipenderà quasi esclusivamente dalla revisione del contratto di servizio con il Comune. Ma il problema non è solo economico: è la qualità del servizio che oggi preoccupa i cittadini. Da anni assistiamo ad abbattimenti continui senza una programmazione seria dei reimpianti. A Rovigo gli alberi spariscono e troppo spesso non vengono sostituiti. I viali storici perdono identità, intere aree restano prive di alberature. È una gestione che non tutela il patrimonio arboreo della città.
Ho ricordato, inoltre, che il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mia mozione che impegna l’Amministrazione e ASM a garantire un cronoprogramma vincolante per ogni reimpianto e una programmazione pluriennale dei viali alberati. Ad oggi aspettiamo ancora di vedere tradotti quegli impegni in fatti concreti.
🟪 CIMITERI
Oggi in alcuni cimiteri delle frazioni, i loculi sono praticamente esauriti. Eppure il secondo lotto di interventi è fermo da due anni, senza che siano mai state fornite spiegazioni convincenti.
Non stiamo parlando di opere secondarie. Quando in una frazione non ci sono più loculi disponibili, le famiglie sono costrette a tumulare temporaneamente i propri cari in altri cimiteri, sostenendo ulteriori costi e affrontando un disagio umano enorme, per poi dover procedere successivamente alla traslazione. È una situazione inaccettabile, che colpisce le persone in uno dei momenti più delicati della loro vita.
Per questo ho chiesto tempi certi. Basta annunci e promesse: il Comune e ASM dicano quando partiranno i lavori e garantiscano alle comunità delle frazioni un servizio dignitoso. Anche questa è qualità dei servizi pubblici e rispetto verso i cittadini.
Il nostro compito è continuare a vigilare e avanzare proposte. ASM è la realtà più importante del Comune di Rovigo e merita una guida capace di costruire una prospettiva industriale credibile, trasparente e innovativa, valorizzando le competenze interne e restituendo centralità ai servizi pubblici.
Rovigo Si Ama 2024
@inprimopiano