Nel commentare le sue dimissioni l’ex assessore Bregolin ha avuto il coraggio e, l’onestà intellettuale, di palesare cosa c’è davvero dietro la facciata social fatta di foto e sorrisi.
Se erano evidenti fin dall’inizio le difficoltà che stava incontrando, schiacciata naturalmente tra le sorelle Cittadin (Sindaco e dirigente), rappresentanti non di un conflitto di interesse, ma sicuramente di una situazione “particolare” che a suo dire incide nello svolgimento della consiliatura, tra le sue parole vanno ricercate e rimarcate alcune frasi significative e dalla connotazione politica profonda.
👉 L’Assessore sottolinea che:
1️⃣ le decisioni sul bilancio e sulle manovre più importanti hanno avuto tutte un carattere prettamente tecnico, senza un minimo di progettualità e senza una condivisione generale;
2️⃣ in maggioranza e anche in giunta non lavorano insieme, collegialmente, per il bene della città ma ognuno pensa a sé stesso;
3️⃣ alcuni aspetti molto gravi, devono essere chiariti alla città: dice che come assessore non poteva avvicinare la Sindaca perché “qualcuno si mette in mezzo”, a chi si riferisce?; aggiunge che “forse c’è un’altra cabina di regia esterna”, esiste davvero? da chi è composta? Sono state presentate variazioni di bilancio “non sempre del tutto chiare”. Anche questo concetto è molto forte: a cosa allude?
Il quadro è davvero pesante. Stavolta la Sindaca ha il dovere istituzionale di spiegare cosa stia accadendo, non solo al consiglio comunale ma alla città tutta. Interessa poco ai cittadini di Rovigo quanti e quali assessori lasciano la giunta, quali giochetti e sgambetti si fanno l’uno con l’altro.
Interessa rendersi conto che il “meraviglioso mondo di Valeria” non esiste e che dentro il palazzo comunale i progetti e le idee per la città non sono nemmeno all’ordine del giorno.
Il timer è scattato.
@inprimopiano
#rovigosiama #lacivicadellacitta #nuovedimissioni #cittabloccata
Fonte originale: Facebook