🟪🟪 EVENTI A ROVIGO: UN CARTELLONE ARRIVATO ALL'ULTIMO MINUTO NON BASTA. LA CITTÀ MERITA AMBIZIONE!
Mentre città molto più piccole ospitano artisti di fama nazionale ed internazionale, Rovigo si presenta all'estate con un cartellone annunciato solo a ridosso dell'inizio della stagione e privo di eventi di richiamo. Il calendario estivo comunale è stato presentato a fine giugno, a pochi giorni dall'avvio delle iniziative. Senza condivisione con gli operatori del commercio, con le associazioni di categoria, con la città stessa.
Anzi, ad una riunione tenutasi l’8 giugno, ai pochissimi commercianti presenti – l’Assessore aveva promesso “eventi di cui avrebbero parlato a livello nazionale”. Mantenendo nel mistero questo fatidico elenco di eventi. Per poi presentare un cartellone, raffazzonato, di livello molto basso, salvato solo dalle iniziative che da anni danno lustro al nostro territorio, finanziate dalla Fondazione indipendentemente da chi governa la città (tra Ville e giardini su tutte).
‼️ Un programma che, ancora una volta, vede escluse del tutto le frazioni.
Il confronto con altre realtà è inevitabile. Non voglio nemmeno scomodare un paragone con Ferrara, che viaggia su altri livelli, o con festival consolidati. Ma, basta una semplice ricerca per accorgerci che, ad esempio Palmanova, un Comune con poco più di 5.500 abitanti, porta sul palco artisti di primo piano. Este, con circa 15.800 residenti, propone una programmazione di livello internazionale. Mantova e Pordenone – più o meno delle nostre stesse dimensioni - confermano la loro vocazione con cartelloni ricchi e capaci di attrarre migliaia di persone.
E Rovigo? Rovigo, invece - ma non è una novità - continua a rincorrere gli eventi, senza una visione strategica e senza quella capacità di programmazione che dovrebbe essere il minimo per un capoluogo di Provincia. E, mentre le altre amministrazioni pianificano il Natale, noi siamo alle prese con un cartellone oggettivamente non all’altezza della città.
❌ Il problema è tutto politico: manca un progetto capace di far crescere Rovigo, di renderla attrattiva e competitiva rispetto ai territori vicini.
Gli eventi non rappresentano soltanto intrattenimento. Significano economia per i commercianti, presenze turistiche, vitalità per il centro storico e opportunità per i giovani. Il Rapporto SIAE 2025 ha certificato un'annata da record per la musica live, trainata in particolare dal grande successo dei concerti, con una spesa totaledi oltre 1 miliardo di euro che si stima abbia generato ricadute sul territorio per circa 4,3 miliardi di euro.
Ogni grande concerto porta persone nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi. Ogni occasione persa è un'opportunità che finisce altrove.
Nella conferenza stampa per i suoi due anni di mandato la Sindaca ha esaltato quanto da loro fatto per gli eventi. Non si capisce bene su quali basi si possa dichiarare soddisfatta.
👉 Mi ha colpito, però, che in quasi un’ora di confronto con i giornalisti non ha mai, dico mai pronunciato la parola “COMMERCIO”. Per questa amministrazione, dopo le frasi lacrimevoli della campagna elettorale, il commercio è un tabù.
Fino a quando continueranno a vivere alla giornata, evitando un confronto serio con la città, i commercianti, gli esercenti, le associazioni di categoria sul tema della crescita e del rilancio culturale e turistico della città, su come pianificare un progetto di medio lungo periodo che riguardi certo il tema del commercio, che non può essere scollegato da quello della rigenerazione urbana, della sicurezza e della vivibilità della città, degli spazi fisici da riempire di contenuti e socialità?
Rovigo non può continuare ad accontentarsi del minimo indispensabile mentre intorno a noi si investe con coraggio. Serve una programmazione pluriennale, la costruzione di partnership e una visione che restituisca alla città l'ambizione che merita.
Perché il problema non è che gli altri organizzino troppo. Il problema è che Rovigo organizza troppo poco e si accontenta della torta e delle foto!
Immagini generate con AI.
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