A parte i tre assessori silurati dalla Sindaca, a distanza di pochi mesi si dimettono l’assessora al bilancio e il suo sostituto. Se la prima lo ha fatto con motivazioni politiche, Denti si affretta a lasciare la giunta pronto ad assumere l’incarico di revisore nell’importante società trevigiana leader della distribuzione di gas.
Oltre a loro, in questi mesi abbiamo assistito al tentativo di fuga (non riuscito) verso il lido veneziano dell’assessore ai lavori pubblici Rizzato e del presidente del consiglio comunale Moretto. E chi non lo fa è perché non ha alternative e si abbarbica sulla comoda poltrona.
È sempre più evidente: dall’Amministrazione guidata dalla Cittadin tutti vogliono scappare. Non si era mai visto un via vai del genere. I cambi sono fisiologi, soprattutto se arrivano da una verifica politica sul programma con lo scopo di rafforzare l’azione amministrativa e di rilanciare con più forza le linee di governo. In questo caso, però, dei problemi della città e dei rodigini, delle soluzioni, dei progetti e dei programmi interessa zero a nessuno.
Una cosa del genere, a memoria, non si ricorda. La porta dell’ufficio del Sindaco è diventata una porta girevole, in un loop frenetico e continuo di “nomine e dimissioni”.
Qualcuno, ancora, pensa che questa situazione dimostri il polso fermo e deciso della Sindaca?
Non è, forse, più il sintomo di scelte sbagliate, di mancanza di obiettivi sul medio-lungo periodo, di assenza (grave) di partiti in grado di accompagnare la maggioranza, di una non adeguata gestione dell’ente pubblico, di poco attaccamento verso la propria città e verso il ruolo che si ricopre?
La giunta di Rovigo è diventata il carro per il paese dei balocchi. Ma attenzione, perché non sempre le favole hanno un lieto fine!
Rovigo Si Ama 2024
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