La Sindaca di Rovigo e la sua lista non si schierano contro l’insediamento di trivelle in Polesine, diversamente dal resto dei Sindaci e dei partiti della propria maggioranza, nel nome di sedicenti studi e ricerche tecniche, come fatto un anno fa in occasione dell’autorizzazione all’impianto di biometano del privato a Sarzano e di una frase che ripete spesso: “Se non c’è lavoro, non c’è benessere”.
E, allora, davanti a tali affermazioni, per fortuna isolate, cosa fa FdI? Non riuscendo da inizio consiliatura ad esercitare un peso politico rilevante, sempre in balia delle decisioni e delle prese di posizione della Cittadin, preferisce chiedere di arrivare ad un testo condiviso. Ma su cosa mai potrebbe esserci condivisione?
Si sono dimenticati il referendum e il voto dei cittadini di Rovigo? Hanno presenti i danni subiti dal nostro territorio in termini di subsidenza e rischio idrogeologico?
Anche in questa occasione i partiti si dimostrano inadeguati, cambiando posizione e idea ad ogni piè sospinto, con l’unico intento di garantire la continuità (e le conseguenti poltrone) di questa Amministrazione assai deludente in tutti gli ambiti.
Ma, è proprio vero che “il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare". Almeno Don Abbondio si scusava.
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