Con un consiglio comunale fortemente annichilito nel ruolo e nella funzione, chiamato, nella maggior parte dei casi, a ratificare quanto la Sindaca e gli assessori (tutti, anche quelli bravi a smarcarsi dalle decisioni impopolari o sbagliate) hanno già deliberato, l’azione delle opposizioni manca di incisività.
Prendiamo l’ultima seduta. Delibera di introduzione dell’unità cinofila della Polizia Locale. Un unico voto contrario, il mio. Gli altri gruppi di opposizione hanno scelto di astenersi. Una posizione che, nei fatti, ha consentito ad una maggioranza di destra, che non aveva nemmeno i numeri per garantire la validità della seduta (solo 16 consiglieri presenti), di portare avanti una propria scelta politica. Una scelta dalla forte caratterizzazione ideologica. Propaganda allo stato puro. Una delibera che la Sindaca ha difeso con tutto il suo repertorio di frasi fatte, di demagogia e populismo ad uso e consumo dei social. Dura nel descrivere una città cupa e oscura, dove dilagano droga e criminalità, con posizioni da manuale vannacciano.
Ho ascoltato attonito consiglieri di opposizione motivare la propria astensione con quanto sentito in aula. Come non fossero bastate le parole, grevi, della Sindaca per votare convintamente contro. Questo conferma che, senza il mio intervento, avrebbero votato a favore. Ed è, politicamente, ancora più difficile da accettare.
E ho letto, nei giorni successivi, diversi tentativi di giustificarsi davanti agli occhi dei propri elettori ponendo l’accento sulle difficoltà del corpo di polizia comunale e sulle frasi della Cittadin. Non servono giri di parole. La domanda è semplice: perché non hanno votato contro?
Non è credibile una sinistra (civici e PD) che su questi temi rincorre la destra. Non è ammissibile. Anche se non ho dimenticato che la passata amministrazione ha dotato la Polizia locale delle armi e ha aperto la strada all’utilizzo del tazer.
Il punto, sia chiaro, non è il cane antidroga. Ci sono problemi di organico, di personale, di presenza sul territorio. La sicurezza non si costruisce continuando a dotare gli agenti di strumenti. Prima di investire in un nuovo servizio specialistico, dopo pistole, tazer, manganelli, manette, spray, bodycam, penso sia arrivato il momento di puntare su aumento del personale, prevenzione, presidio del territorio e controllo del rispetto dei regolamenti; di verificare le residenzialità “border line” e la pratica dei sub-affitti multipli; di potenziare l’illuminazione di parchi e vie; di riqualificare gli spazi pubblici; di incrementare le politiche sociali; di favorire la nascita di luoghi ed eventi culturali ma anche di palestre e piastre per lo sport; e, infine, di collaborare (senza volersi sostituire) con le altre forze dell'ordine.
Chiaramente un’idea diversa di sicurezza e di città. E, se si è all’opposizione, bisogna dimostrarlo. Sempre. Altrimenti conviene accodarsi alla Sindaca e condurre a braccetto questa consiliatura a colpi di selfie.
Non è un problema di temi. È un problema di approccio politico e responsabilità nei confronti dei cittadini.
A chi preconizza (o auspica) un centrosinistra all’opposizione per 20 anni e a chi invita a lasciare da parte i personalismi per ritrovare l’unità del campo largo rodigino, mi permetto di suggerire di smettere di guardare indietro. Di fatto un rimpallo di responsabilità tra i soliti protagonisti (civici dell’ex sindaco e PD) di cui abbiamo già sperimentato le contraddizioni e di cui la città non sente il bisogno.
Prima di pensare a formule e contenitori, a seggi e alchimie, è necessario esercitare il proprio ruolo di opposizione fino in fondo, in aula. Per rispetto del mandato degli elettori. Con chiarezza, con fermezza. E quando serve, con toni duri.
Costa fatica? Certo, e non è per tutti. Infatti, qualcuno abbandona. Meglio dedicarsi a follower e like.
Ma solo così si possono mettere le basi per un’alternativa alla situazione attuale.
Rovigo Si Ama 2024
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