ROVIGO MERITA UN NUOVO INIZIO

ROVIGO MERITA UN NUOVO INIZIO

ROVIGO MERITA UN NUOVO INIZIO
Lettera aperta alla città

La revoca del vicesindaco Bimbatti e l’ennesimo cambio nella giunta non sono più soltanto una questione interna alla maggioranza. Sono il segnale di una difficoltà politica e amministrativa che non può essere ignorata. Non che questa giunta abbia mai brillato per armonia e condivisione. Ma, cambiare continuamente le donne e gli uomini della squadra non è di per sé una prova di forza. Se diventa un metodo, rischia di indebolire non solo la maggioranza e la struttura amministrativa ma contribuisce, soprattutto, a ridurre la credibilità dell’istituzione Comune.

E, mentre Rovigo avrebbe bisogno di programmazione, sicurezza, manutenzioni, rilancio del centro storico e del commercio, cura delle frazioni, servizi e sviluppo, il dibattito politico è bloccato, è concentrato sulla visibilità personale, sulle polemiche e su posizioni costruite per uscire dai confini della città. La Cittadin è più attenta alla costruzione della propria immagine nazionale più che dei problemi di Rovigo.

Nel fare questo, non guarda in faccia nessuno. Asfalta i suoi assessori senza batter ciglio con un cinismo che raramente si era visto prima. Mettendo nero su bianco giudizi pesanti come macigni. Nell’inerzia dei partiti che la sostengono, incapaci di far pesare quel ruolo e quella autorevolezza che sarebbero necessari per raddrizzare una nave costantemente in balia della tempesta.

In due anni il Sindaco ha annichilito completamente il primo partito della sua coalizione (FdI) cambiandone gli attori a suo piacimento e riducendolo a mera comparsa. Oggi decreta l’irrilevanza di Forza Italia che risponde alla revoca del vicesindaco con un comunicato che appare tanto debole quanto timoroso.

Da ormai 15 anni questa città non riesce a produrre una giunta stabile. I partiti non contano più nulla. Non esprimono un’idea di territorio e di società. Si affidano di volta in volta al papa di turno senza storia e esperienza politica. E i risultati sono sempre gli stessi.

Se Atene piange, Sparta non ride. Anche l’opposizione deve avere il coraggio di cambiare. Un centrosinistra ancora diviso ed alle prese con vecchie ruggini, incapace di costruire una proposta che vada oltre al tracollo della precedente amministrazione.

Rovigo non può scegliere tra una maggioranza che si sfalda e un’opposizione che non riesce a proporsi come alternativa. Continuare a spaccare la città in un infruttuoso “destra contro sinistra”, favorisce solo chi utilizza il Comune come trampolino personale, a scapito della città. Serve qualcosa di diverso.

Serve un Patto per Rovigo: un progetto civico e aperto, nel quale le persone, pur con storie politiche diverse, possano incontrarsi attorno a una priorità comune: ridare stabilità alla nostra città. Riconsegnarle un ruolo vero.

Non un cartello contro qualcuno, quindi. Ma, un “PATTO DI SALUTE PUBBLICA” che sappia governare. Che metta le competenze politiche prima delle appartenenze, il progetto e la visione del territorio prima delle ambizioni personali e i risultati prima della comunicazione e degli annunci. Il civismo non ideologizzato può essere il punto di incontro di questa nuova stagione. Dove non si chiede a nessuno di rinnegare la propria storia. Gli si chiede di non esserne prigioniero.

Perché dopo anni in cui non si arriva al termine del mandato, Rovigo non ha bisogno di un altro protagonista. Ha bisogno di una squadra fatta di persone che hanno un unico obiettivo: fermare il declino della città. E, soprattutto non ha bisogno di scegliere tra vecchie appartenenze. Ha bisogno di una nuova responsabilità politica. Di un nuovo inizio.

Rovigo Si Ama 2024
@inprimopiano

Fonte originale: Facebook

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