Rovigo è al 75° posto su 106 capoluoghi nella classifica Ecosistema urbano di Legambiente. Ultima tra i capoluoghi del Veneto. Dietro di noi solo città del Sud. Un dato che dovrebbe riportare il dibattito politico sulla qualità della vita e sul futuro della città.
Questa graduatoria misura questioni molto concrete: l’aria che respiriamo, il verde disponibile, le fonti di energia rinnovabili, la possibilità di muoversi, l’efficienza dei servizi. In una parola, come vivono i cittadini.
Mantova è prima, Ferrara ventiquattresima. Città vicine dimostrano che investire nella qualità urbana produce risultati. Anche Rovigo deve avere questa ambizione.
Ed è questa la direzione che come lista Rovigo si ama abbiamo indicato con le proposte portate in Consiglio comunale dalla costituzione di Comunità energetiche CER, dal piano del verde pubblico allo sviluppo dei viali alberati.
Una visione nella quale alberature, parchi e corridoi ecologici costituiscano una rete capace di collegare centro, quartieri e frazioni, migliorando l’ambiente urbano e i servizi.
Non dove gli alberi sono abbattuti senza che si sappia mai quando vengono reimpiantati.
Cosi come è necessario valutare rigorosamente i progetti di nuovi impianti sugli impatti sulla salute, sull’aria e sul territorio, considerando anche il carico complessivo di emissioni, traffico e rumore e, quindi, polveri sottili (PM10, PM 2,5, ecc…).
Servono investimenti compatibili con il territorio ed innovazione che migliorino servizi e opportunità per cittadini.
Certo, questa classifica riguarda problemi che vengono da lontano. Ma continuare a rinviare le scelte e accettare trasformazioni senza una visione complessiva significa compromettere il futuro.
La qualità della vita deve essere il criterio con cui decidere lo sviluppo di Rovigo. Altrimenti il rischio è chiamare crescita ciò di cui i cittadini pagheranno il prezzo.
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