🟪🟪 SI ESAURISCE L’AVANZO LIBERO, SENZA UN PROGETTO DI CITTÀ. UNA MAGGIORANZA NEL CAOS TOTALE.

🟪🟪 SI ESAURISCE L’AVANZO LIBERO, SENZA UN PROGETTO DI CITTÀ. UNA MAGGIORANZA NEL CAOS TOTALE.

Con le due manovre di bilancio approvate nel Consiglio di ieri mattina, la Giunta di fatto esaurisce l’avanzo libero, senza che emerga un progetto complessivo per Rovigo.
Il problema non è soltanto quante risorse vengono stanziate, ma quali priorità si scelgono e quali risultati si producono per i cittadini.

Ho distinto il mio voto sui due provvedimenti.
Astensione sulla prima variazione, riconoscendone gli elementi positivi: in particolare l’atteso intervento per la nuova stazione delle corriere, sarà probabilmente il più significativo affrontato finora in questa prima metà di mandato, e i finanziamenti destinati al restauro di Palazzo Nodari, al campo da baseball e allo stadio Battaglini. Opere delle quali seguiremo attentamente tempi e realizzazione.

Netta contrarietà alla seconda applicazione dell’avanzo. Nessun progetto per il commercio e nessuna risorsa destinata a questo settore. Incontri e convegni devono tradursi in obiettivi, finanziamenti e azioni concrete. Continua a mancare una strategia capace di coniugare identità cittadina, patrimonio storico e artistico, cultura, turismo e attività economiche.

Scarsa attenzione al sociale, con scelte discutibili, a partire dalle riduzioni degli stanziamenti destinati alle persone indigenti e con disabilità. Si poteva fare molto di più. Faccio un esempio: ci sono oltre 200.000 euro di maggior gettito dell’addizionale IRPEF, che a mio avviso riaprono il confronto sulla possibilità di alleggerire il carico fiscale, soprattutto per le famiglie in difficoltà, come avevo già proposto durante la discussione sul bilancio di previsione. Ebbene, quelle maggiori entrate avrebbero potuto rappresentare un punto di partenza per rafforzare il sostegno alle associazioni del Terzo settore e del volontariato.

Nessuna vera politica per le frazioni. Scambiano quattro asfaltature e una telecamera (sulla quale arrivano con almeno tre anni di ritardo!) per un piano di rilancio. Ma occuparsi delle frazioni significa anche sostenere servizi, commercio, socialità e vita delle comunità. Non si risolve tutto con un tappeto di bitume. Questa non è politica per il territorio!

Finora, del resto, le frazioni sono finite al centro dell’attenzione soprattutto per i tentativi di insediamento di impianti industriali impattanti.

E poi ci sono i cimiteri. Sono previsti appena 20.000 euro per le manutenzioni straordinarie, mentre trovo assurdo che la Sindaca non faccia rispettare gli impegni assunti da ASM sul secondo stralcio dei lavori a Borsea, Mardimago e Roverdicrè. Le famiglie attendono risposte e l’Amministrazione ha il dovere di esigerne il rispetto. Non si può continuare a scaricare il peso dell’inefficienza politica su chi, oltre a non poter seppellire i propri cari nel paese di appartenenza, rischia di dover sostenere ulteriori spese per riportarli a casa.

Unica nota positiva, su questo fronte, l’acquisizione dell’area davanti al cimitero di Sarzano, che risponde a una necessità concreta attesa da anni. Ora aspettiamo il progetto complessivo di riqualificazione del parcheggio e del cimitero.

A rafforzare il mio voto contrario sulla seconda manovra c’è anche la gestione della macchina comunale.
Sono previsti 440.000 euro per incarichi professionali esterni, a fronte di 360.000 euro di minori spese per il personale. Questo accostamento solleva una questione politica precisa: quale investimento si sta facendo sulla struttura interna del Comune, mentre si registrano risparmi sul personale, diversi dipendenti scelgono di andarsene e si continua a ricorrere a professionalità esterne?
I continui cambi di assessori e le ripetute riorganizzazioni degli uffici alimentano instabilità, mentre la città avrebbe bisogno di competenze, continuità amministrativa e capacità di dare attuazione alle decisioni.

Voto favorevole, infine, alla delibera relativa alla perizia FIR. Le opposizioni ne hanno consentito l’approvazione, per rispetto nei confronti dei cittadini di Borsea, Sant’Apollinare e dell’intera città.

La Sindaca ha rivendicato la responsabilità politica della maggioranza rispetto all’impegno assunto? Bene. Allora la presenza in aula di soli nove consiglieri di maggioranza dovrebbe indurla a trarre qualche conclusione.

Il caos di questi due giorni, gli scontri anche personali all’interno della coalizione, le assenze e i distinguo non sono episodi isolati. Sono il segnale di una crisi politica che ha responsabilità precise: quelle della Sindaca e dei partiti che la sostengono.

Hanno voluto esaltarne il piglio decisionista quando ha cominciato a revocare gli assessori? Questi sono i risultati.

Lo sostenevamo già in campagna elettorale: amministrare una città complessa come Rovigo non si improvvisa. Non bastano il decisionismo, gli slogan o la presunzione di poter fare a meno della politica. Servono esperienza, capacità di mediazione, autorevolezza e una maggioranza costruita attorno a un progetto, non soltanto attorno alla conquista del Comune.

I fatti di questi giorni confermano quanto avevamo sostenuto.

Il nostro criterio resta concreto: riconoscere ciò che serve alla città e contestare le scelte prive di prospettiva. La qualità di un’Amministrazione si misura dalla capacità di trasformare le risorse pubbliche in risultati.
E qui, purtroppo, di risultati se ne vedono davvero pochi.

Altri articoli