Non entro nemmeno nel merito delle posizioni assurde in salsa populista che cerca di propinare ai propri concittadini, i cui limiti e la cui inefficacia sono dimostrati quotidianamente, tanto che, nonostante le promesse elettorali, le persone si sentono più insicure a causa dell'aumento della microcriminalità.
E non mi ascrivo ai finti buonisti, a quelli che ideologicamente non vogliono ammettere che il problema esiste, che è molto serio, che è completamente fuori controllo. Non ho posizioni da difendere e non mi riconosco in nessuno dei partiti attuali. L’impegno che provo a dedicare alla mia città è scevro da posizioni “intruppate”.
Che si voglia o no, a Rovigo (così come in tutte le altre città) c’è un problema sicurezza. Di sicurezza, non di immigrazione regolare. Chiunque, credo, ritiene che clandestini o irregolari vadano gestiti con rigore attraverso le forze di polizia e le leggi dello Stato. Ci sono, però, migliaia di persone che sono qui a lavorare nei nostri bar, nei ristoranti, nei campi, nelle fabbriche. Queste persone e i loro figli alla sera si riversano nelle strade e nei bar e “riempiono” la città.
Si tratti di mera sensazione oppure no, è evidente che tale percezione di insicurezza grava maggiormente sulle fasce più fragili della città: gli anziani che hanno paura ad uscire di casa; le donne o le ragazze che rincasano la sera; i giovani che frequentano il centro e che possono scontrarsi con situazioni di violenza; chi vive nelle zone periferiche della città, in condomini fatiscenti e degradati; i commercianti che spesso devono chiudersi dentro il loro negozio a chiave perché le risse avvengono davanti alle vetrine.
Cosa contesto alla nostra Sindaca? Che invocare zona rossa, l’esercito, il terzo turno della Polizia locale (chi l’ha visto?), è solo fumo negli occhi. È parlare alla pancia delle persone.
La Sindaca ha, invece, il dovere di dire cos’ha fatto in due anni per combattere, ad esempio, la desertificazione del centro e la continua chiusura di saracinesche che contribuisce ad aumentare ildegrado. E’, infatti, dove ci sono meno uffici, negozi, attività, illuminazione e videosorveglianza che le persone sono più esposte.
Quali controlli e quali verifiche ha effettuato rispetto al fatto che palazzi fatiscenti e case al limite dell’agibilità vengono affittati a prezzi esorbitanti, anche in pieno centro storico?
Quali attività, quali progetti, quali spazi di rivitalizzazione culturale di medio-lungo periodo ha attuato?
Quali sono i progetti di rigenerazione urbana che può vantare?
Sono queste le cose sulle quali la Sindaca deve delle risposte. Il resto è propaganda, è voler salire a tutti i costi sul carro di un dibattito sterile che da troppi anni non produce risultati,probabilmente con il duplice intento: di spostare il problema altrove e di attirare su di sé le luci della ribalta.
Ma al Sindaco si chiede concretezza, non parole. Riflettiamoci.
Rovigo Si Ama 2024
@inprimopiano
Fonte originale: Facebook